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Heartless

disegno spirale blu

Che dire di Less, Massimograndecuore, se non usare le sue parole, non solo poesie ma un modo di raccontare e raccontarsi unico.

Ritorni e partenze

Ci sono luoghi che cambiano ogni istante e posti che non cambiano mai,e poi,ci sono quelli che cambiano,crescendo come persone,come bambini che non possono fermarsi,che devono diventare grandi,uomini. Ho passato molto tempo in quella cittadina di montagna,appoggiata a pochi passi dal mare. Ho vissuto li,meta'della mia gioventù,la metà che era innocente fino ad una frattura inevitabile. Ci sono cresciuto per certi versi. Ho parcheggiato sotto lo stesso palazzo,uguale in ogni dettaglio,persino i citofoni sono gli stessi di quando avevo 10 anni. Il cancello,scolorito,la porta a vetri e l'appartamento che era di mia nonna e che ora e'rimasto alla mia sorellastra. Fuori l'edificio non e'cambiato per niente,dentro l'appartamento e'totalmente diverso. Non ci sono più i quadri,la moquette,i piatti di mia nonna,ci sono però gli stessi mobili. Non c'e'più la tv in bianco e nero,ma c'e'il satellite. Non c'e'più mia nonna,e non c'e' più la mia innocenza. Sento ancora la sua voce,però,dentro,che mi sgrida,che mi sostiene e che mi perdona,che e'la cosa più importante. Il suo perdono. Non sono io quel bambino che era,non ho l'innocenza negli occhi,la curiosità di scoprire,non ho più luce nello sguardo,non più. Non ho più paure,e questo,in fondo m'impaurisce. Cambiano i letti,in casa,ma non e'cambiata la carta da parati,quella dove,per ripicca, pisciai con gusto. Avevo voglia di correre con la bicicletta,il suo rifiuto mi bloccò in casa,urinai. C'è ancora,dal terrazzo del piano di sopra,un sottile filo di lenza,da dove Michela mi faceva scivolare i gusci degli ovetti kinder pieni di nesquik quando la Ugola mi metteva a dieta,il filo è rimasto,gli alberi no,quelli piantati da mio nonno prima che i Tedeschi lo portarono in cantiere per fucilare un operaio scelto a caso,no,quelli non ci sono più,e nemmeno mio nonno. Non c'è più Laika davanti al palazzo,il cane del vicino,e non c'e' nemmeno più campetto dove trovai quei micetti abbandonati,non c'e'più il campo da bici cross e non ci sono più i bulletti che mi rubavano i soldi dei ghiaccioli,cinquanta lire per uno alla menta,non ci sono più nemmeno le lire Ci sono enormi palazzi a otto piani con parcheggi e strade private. L'Antonietta,l'alimentari di fianco e'ancora aperto,e quando sono entrato tutto era uguale e mi sembrava di entrare dentro il negozio dei sogni,ma i bomboloni alla marmellata fatta in casa,non li tengono più ci sono le brioche surgelate. Il bar di Gigi dove prendevamo la cioccolata calda al mattino e'stato sostituito da un Trony,la piazza non ha piu'tre corsie percorse solo da biciclette ma una per macchine. Il tempo passa e le cose cambiano,alcune di più,altre di meno. Cambiano anche le cose dentro ognuno di noi,perché passa l'innocenza,cambia il modo di un bambino di vedere il mondo e le cose,dopo aver vissuto nel mondo certe cose. I cattivi non sono più i comancheros alla tv e gli indiani non sono più solo le vittime,i cowboy non sono tutti eroi e gli amici non saranno sempre amici,le scarpe diventano sempre più strette davanti alla strada sempre più in salita. Ho fatto un giro per il centro,e ho visto le stesse cose che vivo qua,un angolo appartato dietro il cinema,dove facevo le gare di bicicletta,affittato da uno slavo che scambia pasticche con fogli di filigrana,due donne prendono possesso di un marciapiede dal mattino,che la concorrenza e'sempre più agguerrita. Per la strada con i negozi di lusso sculetta un trans che e'molto più bello di come da giù ci s'immaginava. Ligabue canta nella macchina LEGGERO e sorrido,perché si!,tutto il mondo è paese e in questo paese,sono cresciuto,e ora che sono grande e grosso,non posso cercare ancora la mia casa in via Gluck. Sorrido,chiudo la portiera,allaccio la cintura,scuoto un pochino la testa e alzo il volume… HO MESSO VIA…un po'di legnate…

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