Che cos'è la Poesia

Umberto Saba in un breve saggio del 1911, pubblicato postumo: "Cosa resta ancora da fare ai poeti", che la poesia onesta è quella che non dice una sola parola "che non corrisponda perfettamente alla sua visione". Al contrario è poesia disonesta quella che finge passioni che non ha, e commette peccati contro lo spirito "al solo e ben meschino scopo di ottenere una strofa più appariscente, un verso più clamoroso".

Più d'ogni altro esponente della "Beat Generation" ancora in vita Ferlinghetti è rimasto convinto che l'arte è forza dell'idea, religione dell'anima e che l'artista è anche il suo banditore, che è suo impegno divulgarla, sensibilizzare, educare ad essa.
Pertanto sia in "Cos'è la poesia" ( "Poesia è / notizie dalla frontiera / della coscienza", "Poesia è religione / religione poesia", "Sia poesia emozione / ritrovata in emozione", "Ogni poesia una temporanea follia / e l'irreale è il più realistico", "Dice l'indicibile / Pronuncia l'impronunciabile / sospiro del cuore", "Una poesia sta in una pagina sola / ma può riempire un mondo e / sta bene nella tasca di un cuore", "Poesia è lotta continua / contro silenzio, esilio inganno", "Lasciate che un nuovo lirismo / salvi il mondo da sé ") sia in "Sfide per giovani poeti" ( "Siate poeti, non affaristi ", "Mettete in discussione tutto e tutti ","Date alla vostra poesia ali / per volare sulle cime degli alberi", "Evitate la provincia, mirate all'universo", "Cercate di raggiungere l'irraggiungibile", "Resistete molto, obbedite meno") sia nella narrativa sia nel teatro è sempre possibile rintracciare la fiducia dell'autore nell'altezza e validità dell'arte, la sua convinzione di farne un messaggio da diffondere al fine di risolvere i problemi del mondo.

O forse le poesie sono solo lettere smarrite...

Agenda letteraria

giorno della memoria

C'è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c'è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c'è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c'è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l'eternità
perché i piedini dei bambini morti
non crescono
c'è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole...

JOYCE LUSSU

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