
Hermann Hesse (Calw, 2 luglio 1877 – Montagnola, oggi Collina d'Oro, 9 agosto 1962) è stato uno scrittore, poeta e pittore tedesco naturalizzato svizzero. Ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1946.
La sua produzione, in versi ed in prosa, è vastissima e conta quindici raccolte di poesie e trentadue tra romanzi e raccolte di racconti. I suoi romanzi più famosi sono Peter Camenzind (1904), Il lupo della steppa (1927), Il gioco delle perle di vetro, (1943) e Siddharta (1922).
"Harry consiste di centinaia o migliaia di sé, non di due. La sua vita oscilla, come quella di ognuno, non semplicemente tra due poli, come il corpo e lo spirito, il santo e il peccatore, ma tra migliaia e migliaia... ogni ego, ben lontano da essere una unità, è un mondo multiforme, un cielo costellato, un caos di forme, di stati e stadi, di eredità e potenzialità... Come corpo, ognuno è singolo; come anima, no" (Da: Il Lupo della Steppa di Hermann Hesse)
Per quanto sappia poco della vita di Haller, ho motivo di
supporre che sia stato allevato da genitori e maestri amorevoli ma rigidi
e molto religiosi, secondo quella pedagogia che segue il principio "di
spezzare la volontà». In questo allievo però non erano
riusciti a spezzare la volontà e a distruggere la personalità:
era troppo forte e duro, troppo orgoglioso e intelligente. Invece di annullare
la sua personalità avevano potuto soltanto insegnargli a odiare
se stesso. Contro di sé, contro questo soggetto nobile e innocente
egli volse per tutta la vita la genialità della fantasia, la potenza
del pensiero. Era infatti pur sempre profondamente cristiano e martire,
poiché lanciava anzitutto contro se stesso tutto l’acume,
la critica, la malignità e l’odio di cui era capace. In quanto
al prossimo egli faceva di continuo i più seri ed eroici tentativi
di amarlo, di essere giusto, di non fargli del male poiché il precetto
"ama il tuo prossimo" era radicato nel suo cuore quanto l’odio
della propria persona; sicché per tutta la vita dimostrò
con l’esempio che senza amare se stessi non è possibile neanche
amare il prossimo, che l’odio di sé è identico al
gretto egoismo e produce infine il medesimo orribile isolamento, la medesima
disperazione.
(Da: Il Lupo della Steppa di Hermann Hesse)
