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Outrage

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Poeta , pittore, contadino, cittadino del mondo, in quale ordine non saprei, questo è un po' l'amico Ivano ,Outrage per gli amici della grotta. Dalle colline romagnole ai vagabondaggi per il mondo.

Il viaggio

Perchè...
"Le tre di notte, ancora sveglio. Ancora pioggia sui vetri.
In piedi fumando una sigaretta, gli occhi a scrutare il buio oltre la finestra.
Sul davanzale, mozziconi di sigarette segnano il trascorrere lento delle ore di veglia.
La morte dentro, un dolore sordo.
Colpa di questa maledetta testa che elabora ricordi.
Anni di continua tensione, di un lavoro logorante, di qualcosa che sfugge e non so raggiungere.
L'angoscia che sfalda i sogni e manda in crash il processore.
La consapevolezza di un tributo che dovrò pagare anche se ho sempre pagato, in prima persona.
Mai debiti morali. Forse domani, ma avrò tempo per pensarci.
Constatare che il tempo sfugge e tanto ne ho consumato. Che la mia vita non ha significato nulla, solo un senso, ora, di vergogna e disperazione.
Ci sono giorni e ci sono notti e un filo che si accorcia.
Una coperta corta e stretta, poco spazio per muoversi.
Lavorare e dormire e ancora lavorare. Non c'è tempo per pensare, non c'è tempo per vivere.
Solo la dura lotta dell'esistere. La morte dentro, la morte degli ideali, dei sogni.
Non voglio morire ancor prima di morire. Voglio solo un po' di libertà.
La libertà che accarezza i sogni, che ti aiuta a viverli, che ti tiene per mano quando non sai a cosa afferrarti.
Senza dover pensare agli altri, ancora solo, si , ma con il vento in faccia senza programmi o mete.
Voglio solo un dolce placebo.
E' quasi l'ora " del riposo antico della luce..". Lo zaino appoggiato al muro è tornato a vivere come se il tempo si fosse fermato. Qualche ruga e l'argento nei capelli non hanno cancellato il desiderio di libertà
racchiuse in quel sacco.
Sarà pura follia? Ma come si fa a cercare qualcosa che non si vede?
Un camionista inglese conosciuto in albergo, in Ungheria dove ero per un lavoro, mi darà il primo strappo.
Trasporta fusti di birra Mc.Farland e ritorna a casa.
Balatonfoldvar, Zalaegerszeg, Graz, Monaco, Stoccarda, Metz, Arras, Calais, la strada che si srotola davanti.
Poi Dover, un abbraccio e le nostre strade che si dividono. L'appuntamento di nuovo qui fra 40 gg.
Saprò viverli da clochard? Con me solo 50 euro per un bisogno estremo.
Devo muovermi subito; la traversata da clandestino in mezzo ai fusti di birra mi ha atrofizzato i muscoli.
Forse è solo la tensione di un attimo in cui il pensiero è volato a casa. C'è un nodo in gola.
Lungo il molo i lampioni sono spenti, solo qualche punto di luce che si riflette sulla superficie scura delle pozzanghere.
Più avanti le tenebre. Saranno le solite? Ci sarà ancora luce al di là?
Il vento e la pioggia sferzano il buio. L'acqua, dai capelli, scende a rivoli sul viso.

Si bagneranno anche le lacrime?

O sono impermeabili,
come il dolore e la solitudine?"

Hove 25/8/04 Outrage


P.S.-Solo ora la disponibilità di un computer. Un grazie ad Annelise che mi ha dato il permesso di usarlo.
Un saluto agli amici della Grotta, vi abbraccio tutti. Arran 5/9/04

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