immagine pipistrello

Dadauuumpa

disegno rose avatar di Dadauuumpa

Dadauuumpa , nella vita Nina (per la verità anche nella vita aveva un nickname Nina per l'appunto...).Come per gli altri lascio le loro parole a presentarsi...

In sottofondo

"Lascia il rumore del mare lontano. In sottofondo. Che in assoluto prevale la pace. In compagnia delle sue scarpe in mano, traccia orme leggere che compaiono per scomparire subito. Non c'è segno di vita sulla spiaggia stamane, se non fosse per quei due seduti per terra a parlare sottovoce, le mani intrecciate in gesti lenti. Liquidi gli occhi…
Sfila la maglia di cotone, che il sole comincia a salire. E ancora cammina, di passo meno fresco, ora, dietro gli occhiali che riparano. In fondo al mare l'orizzonte si muove come fosse deserto. Qualcosa di fluido ha ripreso a correre dentro questo pensare, come se il deserto fosse spazio lontano... In mezzo a quest'idea sorride, scansando un granchio che ostenta coraggio.
Sfiancata dal cammino cerca l'ombra e si siede giù. La mani sgranellano sabbia cercando frammenti di preziosità. Piccole conchiglie coi bordi tondi che dopo tante onde passate di lì i confini sono diventati dolci. Cristalli di luce, appaiono improvvisi soffiando nella mano.
Lo vuole. Qualcosa di lei vuole trattenere quei granelli. Qualcosa da tenere dentro il bicchiere di cristallo, sullo scaffale velato di polvere.
Qualcosa da guardare la notte, che schiari il buio nella città che dorme." (Nina)

Come fosse l'ultima

"Lo so questa cosa è già stata detta, quella del vivere la giornata come se fosse speciale, come se fosse l'ultima. Avevo letto una novella orientale sul fatto che sta donna moriva e aveva nel cassetto la biancheria piu bella piegata nel cellophane. Cosi per principio non lo faccio mai. Non tengo mai nei cassetti o nel comò le cose più belle e ne faccio grande spolvero anche che ne so, per il caffè del pomeriggio. Cosi guardo il cielo dalla finestra della cucina e tengo fra le mani la tazzina di porcellana con le rose. C'era anche quel libro poi, quello sulla sorsata di birra. L'elogio ai piccoli piaceri, insomma. Già. Ai piccoli non rinuncio mai. (Semmai sono i grandi che mi fregano).
Il giorno che l'auto di Remo si è schiantata contro un platano ho pianto le lacrime più furiose che avevo. Lui bruciava di vita, era come se la vita gli puzzasse, dicevamo noi, come se ne avesse di avanzo. Quando stava qua tra le mie braccia, voleva andare al cine. Quando era al cine, pensava al giro in macchina. E io mi disperavo del suo amore cosi fuori tempo, e nel mio delirio di onnipotenza mi incazzavo per la pace che non riuscivo a passargli.
In realtà mi piace pensarlo iperattivo anche là, che rompe le balle a un diavolo giocando col suo forcone o che salta da una nuvola all'altra, perché su una piove sul quell'altra no. L'ho amato da morire questo primo amore e mi ha lasciato, per paradosso, il gusto forte del vivere il singolo minuto come se fosse luce di giada quando la guardi contro sole.
Quando mi passa accanto ora, so esattamente che pensa. Pensa che a forza di guardare sta tazzina di rose ho perso di vista le foglie nuove degli alberi là fuori.
Mi toccherà darmi da fare per assecondarlo, sto diavolo di ragazzo sempre giovane…….
Mi toccherà darmi da fare per avere di nuovo il suo sorriso di approvazione." (Nina)

Dadauuumpa